Le notizie presentate nella rassegna stampa internazionale confermano la crescente pericolosità della escalation USA-NATO contro un nemico inventato, la Russia, in un grande gioco strategico mirante a mettere Europa e Russia l’una contro l’altra. Un senatore USA, membro della Commissione per i servizi armati, ha dichiarato che, in una possibile azione militare contro la Russia, “non escludiamo di usare per primi le armi nucleari”. Gli Stati Uniti hanno dato a Kiev un aiuto militare di 2,5 miliardi di dollari e inviato in Ucraina oltre 150 consiglieri militari che, affiancati da altri della NATO, dirigono di fatto le operazioni.

L’Ucraina – oggi partner della NATO – potrebbe essere ufficialmente ammessa quale 31° membro della Alleanza, con la conseguenza che, in base all’Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, gli altri 30 membri dovrebbero intervenire militarmente sul fronte del Donbass a sostegno dell’Ucraina contro la Russia.  La Russia ha chiesto alla NATO di aprire trattative per accordi di lungo termine, ma la NATO ha rifiutato. Subito dopo, i ministri degli Esteri del G7 (per l’Italia Luigi Di Maio) e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, incontratisi a Liverpool, hanno dichiarato che “la Russia non dovrebbe avere dubbi che un’ulteriore aggressione militare contro l’Ucraina avrebbe come risposta massicce conseguenze e gravi costi”.

Intanto la Finlandia, membro della UE e attivo partner NATO contro la Russia, annuncia l’acquisto di 64 caccia da attacco nucleare F-35A della Lockheed Martin, che saranno schierati ai confini con la Russia, ad appena 200 km da San Pietroburgo, di fatto sotto comando USA