Giornata importante a La Spezia, in Liguria, dove nella mattinata di sabato 18 dicembre 2021 si è tenuto un confronto tra il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, e l’imprenditore coordinatore di Forze Popolari, Luca Locci. Presenti sul posto le telecamere di Byoblu.  Si tratta del primo dibattito pubblico sull’azione di governo dalla dichiarazione dello stato d’emergenza ad oggi. Mai prima d’ora un funzionario del governo si era recato a discutere con rappresentati della minoranza di popolazione che non condivide le misure prese dal Governo nel corso dell’emergenza sanitaria. Il dibattito inedito è stato moderato dal capo servizio de Il Secolo XIX Paolo Ardito. Il confronto è stato svolto “all’americana” con domande incrociate tra i due partecipanti, che non si sono mai interrotti a vicenda durante le risposte. Insomma, un vero dibattito che finalmente interrompe un flusso di rabbia e toni accesi, che sono ormai tratto distintivo delle trasmissioni mainstream.

Il profilo di Andrea Costa

Ma vediamo il profilo dei “duellanti”, le cui pistole erano cariche di argomentazioni. Andrea Costa, nasce a La Spezia, e consegue il diploma di scuola superiore di secondo grado nel 1992, esercitando poi la professione di geometra. Nel 1995 inizia la carriera politica, ricoprendo il ruolo di Consigliere Comunale di Beverino. Per circa cinque anni è poi Consigliere nella Provincia de La Spezia. Diventa Sindaco di Beverino, incarico che ricopre per tre mandati. Nel 2015 viene poi eletto nel Consiglio regionale della Liguria. Il 25 febbraio 2021 viene infine nominato Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute del Governo Draghi. Nel corso della sua carriera, milita tra i partiti: Forza Italia, Il Nuovo Centrodestra e Alternativa Popolare.

Il profilo di Luca Locci

Luca Locci è invece un imprenditore, anche lui originario di La Spezia. Dopo essersi diplomato all’Istituto Tecnico Nautico Statale “Nazario Sauro” nello spezzino, Locci inizia gli studi universitari presso l’Università degli Studi di Firenze. Completa la carriera universitaria con un master, diventando Dottore in Scienze Politiche Internazionali. Il fulcro degli studi di Locci si racchiude negli studi della storia dell’America latina e la riforma amministrativa brasiliana. Consegue poi agli inizi del nuovo millennio, il Diploma di specializzazione in Commercio Estero, presso l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero di Roma. Si trasferisce in Brasile, dove lavora per circa vent’anni come Direttore generale di aziende attive nel panorma internazionale. Rientrato dopo la sua lunga esperienza in America Latina, presta ora consulenza e assistenza multidisciplinare ad aziende interessate, nello specifico, al settore Vini e Alimenti di alta gamma.

La presentazione

Importante sottolineare il profilo di Locci e Costa perché, a quanto si apprende, quest’ultimo non avrebbe apprezzato l’intenzione di mostrare prima del dibattito delle diapositive che illustrassero la carriera dei due. Il “leader no-vax”, come viene definito dalla stampa generalista, sembrerebbe infatti avere una carriera degna di nota, nulla togliere al Sottosegretario Costa. Inoltre, emerge anche il passato in diversi movimenti e partiti politici di Costa, mentre Locci non ha avuto alcun incarico di carattere politico. E questo si è potuto anche notare durante il confronto, con Costa che si è dovuto mantenere sulle difensive, mentre Locci ha invece potuto esprimere liberamente preoccupazioni sue, ma anche di una importante fetta di persone che ha rappresentato nella mattinata del 18 dicembre. Ad ogni modo, onore al dibattito e al confronto, che si è concluso con una bella stretta di mano, chissà magari a sancire anche un ulteriore appuntamento futuro. Ma vediamo come si è svolto il confronto:

Il confronto

I partecipanti si presentano al pubblico presente al Parco della Maggiolina in Viale Italia. Il Sottosegretario Costa risponde all’invito, affermando di aver “accettato, poiché è dovere politico provare a riallacciare il dialogo”. Luca Locci ringrazia Andrea Costa per la sua presenza, descrivendo la situazione di “odio sociale” che si è sviluppata in questo periodo in Italia. L’imprenditore tocca poi il tasto scientifico, ricordando che “non c’è scienza senza dibattito e senza confronto”. Alla domanda se la politica potesse fare qualcosa di più, Costa risponde che qualcosa nella comunicazione potesse essere fatto meglio. A influire sulla paura delle persone sarebbe stata però anche la condizione degli ospedali e delle terapie intensive.

Prevenire è meglio che curare?

Locci ricorda i comportamenti “negazionisti” a inizio pandemia da parte della politica, quando venne dichiarato che non vi era alcuna emergenza che potesse abbattersi sull’Italia. A riguardo, l’imprenditore menziona anche l’aperitivo ai Navigli di Nicola Zingaretti, poi risultato positivo alla Covid. La propaganda dei media mainstream avrebbe poi offerto una rappresentazione distorta della realtà. Secondo Locci in Italia sarebbero poi state boicottate tutte le terapie esistenti e a basso costo, con delle conseguenze devastanti. “Come vi potete liberare di questa responsabilità?”, chiede Locci a Costa. Il sottosegretario alla Salute risponde che le cure stanno arrivando, ma che la soluzione sarebbe il vaccino, in quanto offrirebbe una prevenzione. Insomma, seguire il detto “prevenire è meglio che curare”. Locci chiede poi al sottosegretario se sia meglio vaccinarsi ogni cinque mesi con un siero autorizzato in via condizionale, oppure essere curati e poi ottenere un’immunizzazione che dura per anni.

Vaccino sperimentale?

Il dibattito entra nel vivo, e Costa ci tiene a ribadire che il vaccino non è sperimentale. Al che, Locci replica che è autorizzato in via condizionale, spiegando che le procedure di autorizzazione del farmaco siano state accelerate nel quadro del contesto emergenziale. “Autorizzato è diverso da approvato”, afferma l’imprenditore spezzino. Locci rincara poi la dose parlando degli effetti avversi e citando le dichiarazioni del presidente dell’Agenzia del farmaco italiana Giorgio Palù. Durante un’audizione in senato, il vertice dell’Aifa ha infatti affermato che i deceduti in seguito alla somministrazione del vaccino anti-Covid sono 608. Costa replica dicendo che tuttavia non è stato stabilito un nesso di causalità tra somministrazione del farmaco e decesso dei soggetti in questione.

“Campagna d’odio sociale”?

Locci, quindi, commenta affermando che si sia avviata una campagna d’odio nei confronti dei non vaccinati e che si sia spinto a non segnalare gli effetti avversi. E chiede a Costa se vi sia in atto una “strategia di governo” per spaccare in due il popolo italiano. Costa ribadisce che la sua presenza all’evento tenderebbe a smontare questa ipotesi. “Sono qui di fronte ai concittadini per instaurare un dialogo”, afferma. Il dialogo si sposta poi sul lasciapassare verde. L’imprenditore ritiene assurda e incostituzionale la decisione di non consentire di accedere al proprio posto di lavoro in assenza di una tessera. Vi sarebbero poi, secondo Locci, analogie con il modello a credito sociale cinese, dove il lasciapassare ha una funzione finanziaria ed esprime preoccupazione riguardo all’instaurazione di un sistema simile anche in Italia.

Il tema del Green Pass

Costa replica dicendo che il Green Pass è stato deciso in Europa a livello comunitario per garantire gli spostamenti tra stati membri. “Ora ci troviamo in una situazione straordinaria”, afferma. Locci risponde allora che la normativa Ue richiedeva esplicitamente che non avvenissero discriminazioni nei confronti di chi non si sottoponesse ai farmaci previsti da questo certificato sanitario digitale. E ricorda inoltre la decisione della Corte costituzionale spagnola che ha definito incostituzionale il Green Pass come viene ora attuato in diversi paesi europei, tra cui l’Italia. Il confronto si conclude con le posizioni dei due partecipanti sull’efficacia o meno del vaccino; la fotografia della giornata è la stretta di mano a fine dibattito. Un barlume di speranza per un ritorno di un confronto sano e democratico?

Il sottosegretario non risponde all’avvocato Grimaldi

Il sottosegretario Costa non si è reso altrettanto disponibile con l’avvocato Erich Grimaldi, relatore tecnico e presidente del Comitato Cura Domiciliare Covid-19. “Per quale motivo il nostro Paese, nella battaglia contro il covid, ha puntato unicamente alla campagna vaccinale, senza sfuttare le ulteriori armi a disposizione come le terapie domiciliari preoci, per le quali il comitato chiede da 20 mesi di effettuare studi randomizzati sulle esperienze ed evidenze dei medici che hanno agito sul campo, nonché gli anticorpi monoclonali che stiamo regalando agli altri Paesi?”, questa la domanda di Grimaldi. Quanto è bastato per fare abbandonare la scena al sottosegretario Costa. A suo avviso, la domanda non era prevista e ha quindi deciso di abbandonare il confronto. Peccato, la cucitura con gli oppositori dell’attuale azione di governo non sembra essere stata fatta neanche oggi.