L’utopia è, per definizione, il “non-luogo” ideale, il sogno desto della ragione umana che progetta un altrove diverso e migliore. Lo fa, principalmente, per poter meglio criticare la realtà così com’è e, insieme, per avere un paradigma di riferimento alla cui luce agire in vista della trasformazione. Che resta del pensiero utopico al tempo del disincantamento e della cosiddetta end of history? Paura, terrore e disperazione paiono oggi essere le passioni tristi egemoniche.