Il referendum del 2016 che puntava a bloccare il prolungamento delle concessioni in terra e in mare alle compagnie petrolifere, promosso dall’associazione NO TRIV e sostenuto, allora, dai Cinque Stelle, ebbe un consenso enorme: l’87% dei votanti, ma purtroppo non raggiunse il quorum.
Da allora, a dispetto di quanto si insiste a proclamare e promettere nelle varie adunate sul superamento dell’energia da fossili, le attività di ricerca, di estrazione e di consumo non fanno che moltiplicarsi.

Fulvio Grimaldi ha percorso le aree del nostro paese, di terra e di mare, dove maggiormente si esplicano queste attività e ne illustra le gravissime ricadute su territorio, economia, salute. Dalla Val d’Agri in Basilicata ai mari Adriatico e Jonio, pozzi, piattaforme, tubature si moltiplicano e fanno sparire quello che era il tessuto sociale ed economico di intere categorie e comunità.

Come tutto questo si possa conciliare con la celebrata “transizione ecologica” rimane da vedere. Intanto il chilometro zero, da tutti auspicato come strumento fondamentale per quella transizione, diventa il chilometro 9.700 tra noi e il pescatore giapponese.