Dell’Iran sa qualcosa chi ne ha visto la prestigiosa produzione cinematografica. Per gli altri è un paese dove le donne sono nascoste dal velo, comandano i chierici, si produce petrolio, c’è stata una guerra con l’Iraq e forse ce ne sarà una con Israele. Qualcuno che ha fatto il liceo si ricorderà di Persepoli, di Ciro il Grande e delle guerre con Atene.
Fulvio Grimaldi è tra i pochi che è andato a vedere che razza di paese è, com’è il popolo che ci vive, cosa pensa, cosa prova. Come si sta sotto decenni di sanzioni e sabotaggi, cosa c’è di vero nelle narrazioni occidentali e, in particolare, sul presunto riarmo nucleare di Teheran.

Chi sarebbero quelli che vengono definiti “conservatori” o “radicali”, e gli altri cui si concede la definizione di “moderati”? E gli attentati che da anni colpiscono scienziati, amministratori, cittadini comuni, a chi vanno fatti risalire? Gli interlocutori del nostro inviato sono stati medici, studentesse, politici, artisti, funzionari ONU. Il quadro che da questo viaggio viene fuori non risparmia sorprese e ripensamenti. Una volta di più la stampa generalista ne esce come strumento di propaganda più che come cronista di realtà.