“Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia… ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà”; “L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace”.
Così recitano gli articoli 25 e 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Secondo questi principi, in sostanza, ciascun individuo dovrebbe poter contare su una società che lo protegga in caso di difficoltà: la società diventa cioè una base sicura.
Oggi ci troviamo agli antipodi di questi principi, all’esatto opposto: ogni individuo ha il dovere di esprimere se stesso, per arricchire la finanza internazionale apolide.
Questo concetto è ben espresso dal filosofo Marco Guzzi, secondo cui oggi ci troviamo in una situazione di diseguaglianza sociale superiore a quella dell’epoca dei faraoni.