In medicina, così come in qualunque ambito umano, il primo principio dovrebbe essere quello di non danneggiare la salute. “Primum non nocere”, come insegna Ippocrate il padre della medicina.

Le vaccinazioni sono uno strumento di tutela della salute personale e pubblica, ma il tema dell’obbligatorietà non è solo scientifico: è anche educativo, etico e sociale. Parlando di salute, secondo la nostra Costituzione, ogni coercizione deve essere giustificata da ragioni di necessità ed urgenza. Ed è proprio qui che il decreto Lorenzin evidenzia le sue contraddizioni.

Da queste premesse prende le mosse il convegno organizzato l’11 maggio scorso davanti alle telecamere di Byoblu da Comilva e “Unione Libera Scelta Bologna”, che ha visto avvicendarsi tanti relatori – fra cui Il Pedante e Pier Paolo Dal Monte, autori del libro “Immunità di legge” – uniti nel comune intento di informare e far riflettere in base a dati reali, ufficiali e verificabili. Esattamente le informazioni che, a partire dalle multinazionali del farmaco per arrivare fino ai medici compiacenti, tentano pervicacemente di non far emergere. Tre ore e mezza che vale la pena guardare, per non osservare sempre e solo la stessa faccia della luna.