Traian Calancea, studente e lavoratore di Trento, è morto a soli ventiquattro anni, dieci giorni dopo la somministrazione della prima dose del vaccino Covid della Pfizer/Biontech.
In esclusiva su Byoblu parlano la madre Svetlana Rosca e l’avvocato Renate Holzeisen, legale della donna.
A distanza di quasi un mese dalla morte, sono ancora molti i punti da chiarire sulla vicenda. “Gli operatori sanitari, giunti a casa per il primo soccorso, volevano rubricare il caso come malore a domicilio” e “le autorità sanitarie non hanno immediatamente disposto d’ufficio l’autopsia, nonostante fosse loro dovere”: sono le denunce fatte da Svetlana Rosca e dall’avvocato Holzeisen.
Su impulso di quest’ultime, la procura della Repubblica di Trento ha ordinato la disposizione dell’esame autoptico, al termine del quale la causa della morte è stata individuata in una “massiva emoraggia cerebrale”. Il consulente tecnico del pubblico ministero dovrà accertare la causa di tale emoraggia cerebrale, per confermare o escludere che sia stata proprio la somministrazione del siero a provocarla. L’esito di questi ulteriori esami è atteso per il 9 dicembre. La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti.
La madre di Traian chiede soltanto verità e giustizia, perché non è possibile che lo Stato non faccia chiarezza e non dica perché un giovane uomo, sano e sportivo, è morto improvvisamente.