Agli inizi di ottobre l’Italia ha ospitato la riunione preparatoria della Conferenza Onu sul cambiamento climatico. Due settimane dopo ha ospitato un altro evento internazionale che, a differenza del primo ampiamente reclamizzato, è stato passato sotto silenzio dal governo: l’esercitazione NATO di guerra nucleare Steadfast Noon nei cieli dell’Italia settentrionale e centrale. Vi hanno partecipato per sette giorni, sotto comando USA, le forze aeree di 14 paesi NATO, con cacciabombardieri dislocati nelle basi di Aviano e Ghedi. Ad Aviano è schierata in permanenza la 31a squadriglia USA. con caccia F-16C/D e bombe nucleari B61. A Ghedi. il 6° Stormo dell’Aeronautica italiana con caccia Tornado PA-200 e bombe nucleari B61. Le due basi sono state ristrutturate per accogliere i caccia F-35A armati delle nuove bombe nucleari B61-12. Tra non molto esse arriveranno in Italia: nella sola base di Ghedi possono essere schierati 30 caccia italiani F-35A, pronti all’attacco sotto comando Usa con 60 bombe nucleari B61-12.  

Una settimana dopo aver partecipato all’esercitazione di guerra nucleare, l’Italia ha partecipato alla Conferenza Onu sul cambiamento climatico, presieduta dal Regno Unito in partenariato con l’Italia. Il premier britannico Boris Johnson ha avvertito che «manca un minuto a mezzanotte e abbiamo bisogno di agire ora» contro il riscaldamento globale che sta distruggendo il pianeta. Usa in tal modo strumentalmente il simbolico Orologio dell’Apocalisse, che in realtà segna a quanti minuti siamo dalla mezzanotte nucleare. Lo stesso Boris Johnson pochi mesi fa, in marzo, ha annunciato l’aumento di oltre il 40% delle testate nucleari britanniche e il potenziamento dei sottomarini da attacco nucleare:

La Gran Bretagna, che ospita la Conferenza per salvare il pianeta dal riscaldamento globale, contribuisce in tal modo alla corsa agli armamenti che porta il mondo verso la catastrofe nucleare.