Etimologicamente, filosofia è amore della saggezza. Amore, non possesso, e dovremo capire perché. Ma che cos’è la saggezza amata dal filosofo? Non è grande cultura o grande prontezza intellettuale nel risolvere problemi. È in primo luogo riflessività: quando incombe una importante decisione, attenta considerazione di tutte le opzioni disponibli, delle loro conseguenze e di quanto ciascuna risponda ai propri ideali e valori. Ed è spirito critico: attenta considerazione di tutte le obiezioni che possono essere rivolte a ognuna delle opzioni. Il tutto nel tentativo di stabilire la coerenza della propria vita: una vita non esaminata, dice Socrate, e che di conseguenza procede in modo casuale e caotico, non è degna di essere vissuta. Ma si tratta di un tentativo, di un percorso, non di un risultato: l’amante della saggezza sa che non conseguirà mai il suo obiettivo: non sarà mai in possesso di quel che cerca. Chi crede di esserlo è il peggior folle; la saggezza si può solo amare, e approssimare, non ottenere una volta per tutte.