I pericoli di grandi guerre, forse drammatizzate per depistare da ciò che si muove intorno a questioni geopolitiche altrettanto cruciali, forse sono più attuali, ma devono restare meno visibili.

Una delle questioni è la Quarta Sponda, che comprende i paesi del Nord Africa e il Sahel. Mentre Israele, con il Patto d’Abramo (Marocco-Sudan) e la sua presenza al limite Est, si è assicurata la cornice dall’Atlantico al Mar Rosso, altri interessi adesso vanno occupandosi della regione.

L’Algeria, reduce da una specie di “rivoluzione colorata”, in rottura con la Francia e in guerra strisciante col Marocco, col pretesto della Repubblica Sahraui, ora è sotto attacco. Qui il confronto è anche tra un Marocco in partenariato con Francia, UE e USA e un’Algeria della libertà di manovra geopolitica e in conflitto aperto con Parigi.

La Libia, mezza sotto i turchi e mezza con gli egiziani, con decine di milizie di varia obbedienza, si avvia a difficili elezioni con candidati favoriti, due neo-gheddafiani. Attivissimi Francia, Regno Unito e, discretamente, USA.

Assente, se non per la questione migranti, l’Italia, ex socio di maggioranza. L’Egitto vanta il suo rilievo storico, demografico, militare, energetico e Suez. ISIS, Etiopia e Italia in prima fila contro il Cairo. Nell’attacco terroristico il primo, in quello del taglio del Nilo la seconda, con i media e settori del governo la terza.