L’avvocato, giornalista e saggista Francesco Carraro torna su Byoblu con una lunga disamina che mette a nudo l’evidenza: la nostra Costituzione non esiste più. Stilata nel 1948, dopo anni di sanguinose guerre, e costruita sulla consapevolezza di uomini che avevano compreso gli errori e il dolore della redenzione, è stata svuotata dall’interno, scavata goccia dopo goccia dai trattati internazionali, con l’aiuto di eversori compiacenti, fino a renderla un vuoto simulacro celebrato con fiumi di parole, ma disonorato nei fatti.

L’ordine europeo è eversivo rispetto all’ordine costituzionale vigente. Non è che i trattati europei siano semplicemente in parziale contrasto con la Costituzione italiana: ne costituiscono addirittura l’antitesi: si tratta di un rovesciamento radicale dei valori nati dalla Resistenza e su cui si fonda la nostra stessa democrazia. I trattati, quindi, rappresentano a tutti gli effetti l’Anti-Costituzione.

I principi fondanti della nostra Carta fondamentale, ad esempio, sono inscritti nei primi quattro articoli, e sono il diritto al lavoro (art. 1 e 4), la solidarietà politica e sociale (art. 2) e l’uguaglianza (art. 3). Ebbene, i trattati di Maastricht e Lisbona, sfrondati dalla retorica di facciata, si basano su “ideali” specularmente opposti: la salvaguardia delle rendite al posto della tutela del lavoro (art. 3 di Maastricht, 119 e 127 di Lisbona), l’egoismo istituzionalizzato al posto della solidarietà (artt. 123, 124 e 125 di Lisbona) e la gerarchia sociale al posto dell’uguaglianza (artt. 3 di Maastricht). È la precisa traduzione, sul piano giuridico, del neoliberismo: un’autentica ideologia che ha infettato, fino a corromperlo del tutto, lo spirito umanistico, comunitario e inclusivo della nostra Costituzione. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio golpe bianco, ed è stato fatto tutto alla luce del sole: ce lo avevano detto, ci avevano avvertiti e così, un passo alla volta, ci troviamo con una Costituzione svuotata dall’interno e con gli Stati Uniti d’Europa alle porte.

Eppure non tutto è perduto. Abbiamo ancora la possibilità di cambiare il corso della storia e tornare a immaginare un futuro di cooperazione e vicinanza completamente diverso da quello che, in alte sedi, qualcuno ha disegnato per noi. Nel rispetto della libertà e dell’indipendenza di ciascuno.