La mia scelta di sottopormi a un tampone per mantenere aperto questo spazio di libertà è stata difficile. In un’etica teleologica si sarebbe trattato di valutare vantaggi e svantaggi; in un’etica deontologica si tratterebbe invece di obbedire alla norma pertinente e fare la cosa giusta, costi quel che costi, il che sembrerebbe più semplice. In realtà non è così, e per capirlo torniamo alla decisione di Socrate di non evadere per non commettere un’ingiustizia. Critone cerca di convincerlo che di fatto commetterebbe un’ingiustizia: verso sé stesso, verso i suoi figli e verso i suoi amici. Socrate replica, e la sua risposta è convincente nei confronti di sé stesso e dei suoi amici; forse non nei confronti dei suoi figli. Quindi forse, a dispetto dei suoi ragionamenti, non muore innocente, perché il suo è un dilemma morale, in cui non è possibile non commettere un’ingiustizia: le norme pertinenti sono più d’una, e o se ne viola una o se ne viola un’altra. I filosofi greci non sono molto sensibili a questi dilemmi, ma i poeti tragici ne danno vivide rappresentazioni.