Quella di indire un referendum contro il green pass è una scelta morale e, per evitare di parlare senza capirsi, è opportuno capire quali siano i parametri che orientano ciascuno nel compiere queste scelte.

Esistono teorie morali di due tipi. Le morali teleologiche stabiliscono un fine (telos) ultimo e giudicano una scelta giusta se, più di tutte le alternative, avvicina a quel fine. Sono teleologiche la morale aristotelica e quella più popolare oggi: la morale utilitaristica, per cui il fine ultimo è il miglior saldo possibile di piacere e dolore per gli esseri senzienti. Le morali deontologiche stabiliscono invece indipendentemente quali scelte siano giuste o ingiuste, e ingiungono di perseguirle quali che ne siano le conseguenze. Sono deontologiche la morale dei dieci comandamenti e quella kantiana, per cui è giusta la scelta razionale.

La discussione che si è svolta finora sul referendum è stata perlopiù di carattere utilitaristico; con tutto il rispetto per questa posizione, la mia è invece deontologica kantiana. Mi sembra che la scelta di attivare un referendum sia razionale e giusta, senza con ciò negare che la scelta di altre forme di resistenza alla tirannia sia pure razionale e giusta. E mi chiedo che cosa avremmo pensato se nel 1938 avessimo avuto la possibilità di indire un referendum contro le leggi razziali.