Dice John Stuart Mill nel Saggio sulla libertà che impedire l’espressione di un’opinione è un crimine. Se l’opinione è vera, censurandola si impedisce la correzione di un errore. Se è falsa, si impedisce la percezione chiara e viva della verità, che solo possiamo avere nel contrasto con l’errore.

Il confronto e il dibattito sono attività indispensabili nella ricerca della verità, e a testimoniarlo è la storia della scienza: la scienza è vissuta e cresciuta attraverso il riconoscimento dei suoi errori. Ne hanno commessi anche i suoi più illustri e geniali praticanti – Galileo, per esempio, considerato da Einstein il padre della nuova scienza – e se ne continuano a commettere.

Quindi gli imbonitori da salotto che pretendono di parlare in nome di una Scienza con la “s” maiuscola, che enuncia fatti incontrovertibili, fanno del male, oltre che al pubblico, anche alla stessa scienza, che dopo questo periodo di delirio collettivo dovrà faticare non poco per riguadagnare credibilità. Nel dibattito scientifico, come in quello politico, devono tornare l’equilibrio e il rispetto reciproco.