Due notizie pubblicate dal Washington Post – «Le famiglie dell’11 Settembre dicono che Biden non è il benvenuto agli eventi commemorativi a meno che non rilasci le prove in mano al governo» e «Biden firma un ordine esecutivo che richiede la revisione, la declassificazione e il rilascio di documenti classificati dell’11 Settembre» – aprono altre profonde incrinature nella versione ufficiale. Il fatto che, a vent’anni di distanza, ci siano negli armadi di Washington documenti segreti sull’11 Settembre. significa che la sua reale dinamica è ancora da appurare. 

I dubbi sulla narrazione ufficiale dell’11 Settembre sono stati avanzati non da “complottisti”, ma, in base a precisi dati tecnici e scientifici, da esperti di alto livello: specialisti aeronautici, piloti di lunga esperienza, ingegneri strutturali, architetti, fisici e chimici.  Subito dopo il crollo delle Torri Gemelle, associazioni di ingegneri e architetti avevano chiesto al governo di poter prelevare dai resti degli edifici sezioni di travature di acciaio per appurare se avessero effettivamente ceduto a causa del calore dell’incendio. Gli fu però vietato e i resti delle travature (300 mila tonnellate di acciaio speciale) vennero rapidamente inviate a riciclatori di rottami. 

Una associazione di 3.000 ingegneri, scienziati e architetti, dopo uno studio durato quattro anni, ha concluso che il crollo dell’edificio 7 del World Trade Center, che l’11 Settembre non era stato investito dagli aerei ma solo in parte da macerie delle Torri crollate, fu dovuto a un “cedimento quasi simultaneo di ogni colonna dell’edificio” come in una demolizione controllata. Ha quindi chiesto al governo, nel 2020, di rettificare la versione secondo cui la Torre 7 sarebbe crollata per il calore dell’incendio. La richiesta dell’Associazione di 3.000 ingegneri, scienziati e architetti non è stata, però, neppure presa in considerazione dai competenti organi governativi.