Intervistato da Francesco Toscano, direttore di Visione Tv, il giudice Paolo Sceusa, presidente emerito di sezione della Corte di Cassazione, ha espresso il parere che il mancato ricoscimento dei tamponi salivari come sufficienti a ottenere il lasciapassare Covid potrebbe configurare il reato di tortura da far valere dinanzi alla Corte penale internazionale oppure alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

“Esiste una circolare del Ministero della Salute che dichiara i tamponi salivari di pari efficacia, sicurezza e attendibilità rispetto a quelli nasali”, ha detto a Visione tv, il magistrato.
Nel momento in cui si ha un sistema di accertamento non invasivo o meno invasivo, di pari attendibilità, ma questo non viene riconosciuto, significa che non c’è alcuna ragione logica medico, scientifica e giuridica per tale mancato riconoscimento, se non quello di pressare la cittadinanza alla vaccinazione. Questo comportamento, che costringe ai tamponi nasali le persone le persone che non vogliono sottoporsi alla vaccinazione, potrebbe configurare il delitto di tortura.