Può la Filosofia salvare il mondo?
A detta dello stesso Diego Fusaro, intervenuto all’evento di inaugurazione del Dipartimento di Filosofia dell’Economia e Leadership, di cui è direttore, all’European School of Economics (ESE), potrebbe apparire una domanda retorica.

“Il ruolo della Filosofia dovrebbe essere assolutamente centrale. Il fatto che oggi non lo sia già ci dice qualcosa sullo spirito del tempo di cui oggi siamo abitatori”. E prosegue affermando che la Filosofia può, in effetti, salvare il mondo “a patto che torni a pensare con i concetti il proprio mondo storico” concetto che prende le mosse dagli scritti di Hegel, filosofo, accademico e poeta tedesco vissuto a cavallo fra ‘700 e ‘800.
Hegel definì la Filosofia come il “tentativo di pensare il proprio tempo nei concetti”. Questo ci permette di cogliere la non sottile distinzione che separa la Filosofia dalla Storiografia, la quale anch’essa si occupa del proprio tempo, ma che si limita a registrare gli avvenimenti in modo cronachistico; oppure la Filosofia dalla Religione che prova a ragionare sull’eterno prescindendo dall’accadere storico e dal tempo.

La Filosofia dovrebbe cogliere l’essenza del proprio tempo storico, ovvero provando a cogliere quanto c’è di vero in quel che accade.
Per questo potrebbe anche essere vista come l’immagine critica che un mondo storico riesce ad elaborare di sé stesso.
E forse è proprio per questo che la Filosofia di questi tempi non gode né di buona stampa né di buona elaborazione da parte chi la studia, o magari dovrebbe, come i giovani che Fusaro esorta a “non rinunciare a cambiare il mondo”.