Se c’è un aspetto peculiare del capitalismo globalista e finanziario è quello di rinnegare qualsiasi tradizione ed identità, per stabilire la ‘furia del dileguare’, ovvero la distruzione di ogni forma di luogo, istituzione, atteggiamento che possa mettersi tra esso e la circolazione degli uomini e delle merci (o degli uomini come merci). Proprio contro questa forma di capitalismo sradicante si pone l’ultimo libro di Diego Fusaro, ospite di #Byoblu24, “Difendere chi siamo. Le ragioni dell’identità italiana”, edito da Rizzoli. Il libro è al tempo stesso un’analisi teorica e storica su come si è arrivati ad una perdita progressiva di ogni identità che contraddistingue i popoli, per giungere invece a quello che Fusaro chiama “inclusione totalizzante”: la volontà del capitalismo di forzare un’inclusione che non è un miglioramento della vita degli esseri umani, ma un annientamento della sua specificità. Per Fusaro quello di cui abbiamo bisogno è “un populismo sovranista e identitario, la forma del marxismo del nuovo millennio”. “Solo così – conclude il filosofo – il popolo può tornare ad essere protagonista della propria vicenda storica”.