Dopo Roma e Milano, il comitato terapie domiciliari riempie anche una piazza di Napoli. Il 10 luglio, in un pomeriggio di caldo torrido, nel momento di maggior affollamento, quasi 4 mila persone, giunte da tutta Italia, hanno manifestato alla rotonda Diaz per chiedere l’attuazione ufficiale del protocollo di cura sperimentato sul campo con ottimi risultati da centinaia di medici di ogni regione italiana.
Nei mesi scorsi il comitato, fondato dall’avvocato Erich Grimaldi, aveva avviato con il sottosegretario al Ministero della Salute, Pierpaolo Sileri, un dialogo proficuo, improvvisamente interrotto dalla decisione del Ministro Roberto Speranza di confermare le linee guida di vigile attesa e tachipirina. Queste ultime sono accusate da moltissimi medici di non arrestare gli effetti negativi del virus nell’organismo e di far aumentare i ricoveri ospedalieri di pazienti che dovrebbero, invece, essere curati tempestivamente a casa.
Il comitato terapie domiciliari ha un gruppo facebook, utilizzato come piattaforma per mettere in contatto medici e pazienti, che raggruppa ormai più di mezzo milione di utenti. “È la prima volta che un gruppo facebook scende in piazza”. “Il comitato è una realtà che non può più essere ignorata”. Purtroppo lo ha fatto proprio il servizio pubblico radiotelevisivo italiano. Il comitato ha denunciato il totale disinteresse della RAI nell’informare i cittadini sull’esperienza di migliaia di pazienti guariti da medici aderenti. Nei giorni scorsi la protesta si era svolta dinanzi alle sedi RAI di ventuno città italiane e non intende fermarsi. Il campo di battaglia ormai è quello della tutela della salute dei cittadini e allo stesso tempo della difesa della democrazia e del pluralismo dell’informazione.