Si parte dalla differenza tra Storia e Memoria. Si prosegue analizzando il concetto di diversità, declinato storicamente: si tratta di un valore o do una sfida? È vero che chi controlla il passato controlla il futuro, come scriveva George Orwell? È giusto, per uno storico, che ci siano testi la cui diffusione (e talvolta anche il solo possesso) possa essere giudicata illegale, come accade in alcuni paesi con il “Mein Kampf” di Adolf Hitler? È vero che la storia la scrivono i vincitori? È possibile che, nonostante pensiamo di essere quelli più liberi, quelli con più diritti, quelli più informati, possiamo essere vittima di una cupola della propaganda esattamente come quella che vediamo circondare altri luoghi e altre culture del mondo? Come vedranno gli storici del futuro l’enorme predominio dell’economia dei nostri tempi, nella sola prospettiva editoriale e capitalistica? Come descriveranno l’adorazione per il profitto, per l’impresa, per la crescita, al punto da diventare l’unica ossessione degli statisti? In altre parole, spiegheranno che eravamo vittima del Pensiero Unico? Cos’è davvero la democrazia? Ci siamo, in una democrazia? Perché gli imperi e le civiltà compiono parabole storiche di ascesa irrefrenabile e poi, all’improvviso, iniziano una lenta ma inesorabile discesa? Ci sono segnali che la stessa cosa possa accadere anche alla nostra civiltà, oggi? Questo e molto altro, in un’intervista imperdibile, un volo libero, dove “il cielo è più blu”, al di sopra del tempo e delle nostre convinzioni.